20 May, 2012

nuovo progetto donne/gatti: volete partecipare?


Negli ultimi tempi ho avuto molti impegni e purtroppo ho potuto concentrarmi poco su nuovi lavori e nuovi progetti. Mi sono dedicata più che altro a ultimare autoritratti molto fantastici e a preparare le prossime mostre: presto maggiori dettagli, ma posso già anticipare che a giugno esporrò ad Arona, in provincia di Novara.

Ma ho bisogno di tornare a scattare ritratti, ed è giunto il momento di partire con un progetto che tengo nel cassetto già da un pò di tempo, forse troppo.

Si tratta di un progetto sul rapporto che lega le donne ai gatti, rapporto da sempre molto stretto e che nella storia dell'umanità è stato discusso, indagato, persino perseguitato. Mi piacerebbe realizzare una serie da esporre man mano sul mio sito/blog e ovviamente nelle gallerie d'arte, dall'aspetto sognante e molto colorato.

Ho dunque bisogno di voi!

Chi vuole partecipare e farsi ritrarre con il proprio gatto/i, mi contatti a questo indirizzo email: info[@]debored.it scrivendo qualche riga su di sè e inviando una foto propria ed un'altra del proprio gatto o dei propri gatti. Non serve nessuna esperienza, e gli unici requisiti richiesti sono:

  • dovete essere maggiorenni
  • dovete essere donne, di qualsiasi età 
  • abitare Novara, Milano, o zone limitrofe 
  • dovete avere uno o più gatti vostri
  • la possibilità di farmi venire a casa vostra per realizzare i ritratti
Realizzerò tutti i ritratti servendomi della luce naturale, quindi a casa vostra dovreste disporre di una grande finestra, di un balcone o di un cortile. Al resto penserò io :)

Attendo le vostre email!
Diana

16 April, 2012

resoconto Orto d'Artista, Milano



Sabato scorso si è conclusa la mostra collettiva intitolata Orto d'Artista 2012 a cui sono stata invitata a partecipare. La mostra, inserita all'interno del progetto Dalla Semina al Raccolto realizzato da Arte da mangiare: mangiare Arte, si è tenuta presso la centralissima e storica libreria Hoepli di Milano

L'idea della mostra era quella di rappresentare in maniera metaforica il raccolto della creatività: immagini legate alla natura e al sogno. 

Oltre ai miei lavori erano presenti quelli delle fotografe Marta Bernareggi, Ilaria Borraccino, Anna Pizzoccaro e quelli dell'illustratrice Cristina Bernazzani.
Ringrazio Nicoletta De Biasi per aver curato la mostra :)

10 April, 2012

Diana Debord sostiene il referendum contro la caccia


Diana Debord sostiene il referendum contro la caccia in Piemonte che si terrà il prossimo 3 giugno.

Le ragioni del SI

Perché andare a votare il referendum regionale contro la caccia

Il voto referendario è un prezioso strumento in mano ai cittadini per intervenire direttamente nel procedimento legislativo e per fare affermare la volontà popolare. La nostra Costituzione prevede solamente il referendum abrogativo attraverso il quale è possibile cancellare una intera legge o parti di questa. Andare a votare significa difendere un diritto costituzionalmente garantito, unico strumento di democrazia diretta.
Andare a votare significa difendere le firme dei 60.000 cittadini elettori che nel 1987 sottoscrissero il quesito referendario. Andare a votare costituisce un atto di giustizia dopo 25 anni di giustizia negata..

Il quesito referendario
Il quesito referendario regionale piemontese contro la caccia del 1987, in gran parte sopravvissuto a 25 anni dalla raccolta delle firme nonostante diversi interventi del legislatore regionale, chiede l’abrogazione di alcune parti della vigente normativa sulla caccia. In particolare sono 4 i punti che caratterizzano la richiesta referendaria.

1 – Divieto di caccia per 25 specie selvatiche
Viene richiesta la cancellazione dall’elenco delle specie cacciabili di 25 specie di fauna selvatica italiana con la conseguente istituzione del divieto di caccia (elenco delle 25 specie)

2 – Divieto di caccia la domenica
Viene richiesta la cancellazione della domenica dai giorni nei quali la caccia è consentita con la conseguente istituzione del divieto di caccia la domenica

3- Divieto di cacciare su terreno coperto da neve.
Già oggi è così: sono tuttavia previste numerose eccezioni (ad esempio la caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina) che il quesito vorrebbe invece eliminare.

4 – Limitazione ai privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie.
Di fatto, nelle ex riserve private di caccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero, non dovendosi applicare i limiti di carniere per molte specie. Il referendum vuole abolire questo privilegio per chi può permettersi di andare a caccia in strutture private.

Il quesito referendario non è abrogativo dell’attività venatoria, ma richiede un ridimensionamento di questa proteggendo specie a rischio di estinzione o di scarso interesse venatorio, restituendo ai cittadini la possibilità di frequentare la domenica in sicurezza boschi, campagne, monti, aree naturali della nostra regione.

PERCHE’ VOTARE SI
per affermare il prevalere dell’interesse pubblico su quello privato di una minoranza armata
per proteggere specie a rischio di estinzione affinché possano essere ancora viste dalle future generazioni
per restituire a tutti i cittadini la gioia di frequentare in sicurezza la domenica boschi, monti, campagne, aree naturali senza il rischio di essere impallinati
per contenere l’attività venatoria all’interno di regole più severe e meno contrastanti con l’interesse generale
per contrastare gli eccessi dell’attività venatoria
perché la fauna selvatica è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato

06 April, 2012

lupi e agnelli




In questo periodo pre e post pasquale, da qualche anno, si parla molto della tradizione cristiana di mangiare agnelli o capretti, con persone che si schierano pro e altre contro.

Quest'anno la sezione ENPA di Novara mi ha chiesto di realizzare un volantino ad hoc: lo potete vedere sopra.

Se molte persone ormai sono concordi sul fatto che sacrificare ogni anno quasi un milione di agnelli e capretti sia una tradizione primitiva e crudele, molte altre non perdono occasione per esprimere il loro disprezzo verso chi ha scelto di non mangiare animali. Lo potete vedere sui social network, giornali oppure in trasmissioni tv dove sempre più spesso chi compie questa scelta personale viene deriso o etichettato di volta in volta (femminuccia, estremista, etc).

Di solito chi disprezza esordisce con: "io rispetto i vegetariani, però..." come se al rispetto si possano porre delle condizioni! Allora diciamo pure: "io ti stimo però mi fai cagare". 
Queste stesse persone millantano di aver conosciuto numerosissimi vegetariani, ma la cosa mi puzzecchia visto che io stessa, vegetariana da 5 anni, ne conosco pochissimi. Che contatti avete che io non ho??
Infine, se anche quelli che avete conosciuto vi hanno stracciato le balle tentando di farvi sentire in colpa (e ce ne sono, ahimè rovinano tutta la categoria), sappiate che non siamo tutti così, e che le brutte esperienze con poche persone non vi autorizzano a denigrare le altre (ti ricordo qualcuno che ti ha picchiato da piccolo? [cit.])

Un'altra cosa che mi sta capitando spesso di leggere sono le accuse del tipo: "ah, non mangi l'agnello solo perchè è carino". Informiamo queste persone che i vegetariani non mangiano neanche le cozze (proprio carine non sono, ma de gustibus), e che i vegetariani che si autoproclamano tali ma si scofanano il pesce sono dei ciaparat.

Detto questo, ultima cosa ma è la più importante: se parlo di ricette vegetariane, metto video informativi sui macelli, parlo del perchè ho smesso di mangiare la carne, mica sto cercando di convertirti, sto semplicemente postando il cazzo che mi pare.

Meno coda di paglia, più cervelli funzionanti.
amen
Diana


29 March, 2012

idee, consigli, dritte fotografiche


Molte persone, specialmente ragazze o donne, mi scrivono per avere consigli sul mondo della fotografia.
Questo mio post vuole essere un aiuto, modesto sicuramente, a tutti quelli che vorrebbero iniziare una carriera fotografica. 

La cosa fondamentale è studiare. 
La prima cosa che dico sempre quando mi fermano è che sono autodidatta: ho imparato da sola a fotografare prima in analogico poi in digitale. Fatta eccezione per un corso generale di infarinatura, più che altro teorica e di breve durata, non ho mai pensato di iscrivermi ad una scuola o ad uno di quei corsi costosissimi che tanto vengono pubblicizzati. I motivi sono vari: intanto non me li sarei potuta permettere, e poi la constatazione che molte persone ne escono come ne sono entrate (cioè con la reflex in mano, e la testa vuota). Detto questo, studiare è essenziale e necessario ma questo non significa che non si possa fare da soli, e con un budget limitato. Esistono libri e manuali a cifre modifiche che spiegano nel dettaglio sia la teoria che la pratica, e proprio senza teoria non si può gestire la parte pratica, anche se all'inizio può apparire noioso è un passaggio assolutamente obbligatorio. Mettetevi in testa che c'è un nuovo vocabolario da imparare a meno che vogliate scattare perennemente in modalità automatica... 

Siate all'antica
Nell'epoca di instragram e compattine, non sdegnate di provare la pellicola, anzi l'ideale sarebbe iniziare proprio a studiare la fotografia a pellicola, perchè con il digitale troppo spesso si fanno pastrocchi in post produzione, nel vano tentativo di correggere una sottoesposizione o una foto bruciata. La pellicola ci aiuta a pensare prima di scattare, e agire di conseguenza. Il motto "non pensare scatta" di una nota casa produttrice di macchine fotografiche, non fa per me: senza pensiero la fotografia si riduce ad una serie di tentativi compulsivi, tanto prima o poi qualcosa di decente salta sempre fuori.

Poi bisogna osservare gli altri.
Studiare i lavori dei grandi ma anche dei contemporanei è essenziale perchè ci fa comprendere quali sono i nostri gusti e come si è evoluto il processo fotografico, che essendo così giovane ha ancora tanto da dire. Se non volete dissanguare le vostre finanze, ci sono le biblioteche o internet.

Ci vuole pazienza e tanto, tantissimo esercizio.
Lo studio va di pari passo con l'esercizio, procuratevi un manuale completo e cercate per ogni capitolo di sperimentare la tecnica affrontata.  

Va decisa quale strada intraprendere.
Una volta che avrete padroneggiato gli strumenti basilari della fotografia, e assorbito i lavori degli altri, dovrete prendere delle decisioni importanti. Intanto quale tipo di fotografia volete portare avanti: glamour, foto di moda, fine art, reportage, paesaggio... è fondamentale questo passo per specializzarvi. Poi potete decidere trasformare la vostra passione in lavoro oppure mantenerla come hobby. Se decidete per la fotografia artistica, che poi è quello che faccio io, allora dovete essere il più eclettici possibili e trarre ispirazione da tutto quello che vi piace, portando avanti progetti e confrontandovi con altri artisti. Poi non ne potrete più fare a meno...

Essere umili è importante.
Scrivere su Facebook che siete fotografi di professione non aumenta la vostra credibilità. Mille commenti positivi alle vostre foto su Flickr o Twitter non significano che siete davvero bravi, solo che avete amici gentili. Se non avete mai fatto mostre non pretendete di esporre al primo colpo in luoghi importanti (ci sono persone a cui questo accade, ma sono raccomandati). Quando finalmente riuscirete ad esporre da qualche parte, arrivate in orario e, come diceva Flaubert: “siate ordinati e meticolosi nella vostra vita borghese così da essere violenti e originali nella vostra arte.” Non siete i nuovi Newton, perciò non fate i fighetti con i curatori avanzando pretese pseudo artistiche che rallentano solo gli allestimenti.

Prossimamente recensirò brevemente alcuni testi che mi sono stati molto utili, per ora sono curiosa di sentire le vostre idee in commento a questo post.



22 March, 2012

Lucid Dreams: my first book!



I'm pleased to announce that my first book, Lucid Dreams, is now available! 
It took me a lot of efforts to do it: choosing the photos (some are unpublished and the majority of you have never seen them), the dreams I've personally collected on my dream journal through the years, my favourite quotes from inspiring people. I asked teacher of photography Anna Mola to write the preface of the book and of the two projects included: I'm so happy with them and I truly believe she could read into my images.
The self portraits are spread over 80 pages, the texts are in English and Italian language.

I wanted the book to be something dreamy, eccentric, unique. This celebrates my first steps into the world of artistic photography and self portraiture in particular.


The book is available on Blurb website: here is the link


Sono felice di annunciare che il mio primo libro, Lucid Dreams, è ora disponibile!
Ho speso molte forze per farlo: scegliere le immagini (alcune non sono ancora mai state pubblicate e la maggior parte di voi non le ha mai viste), scegliere i sogni che negli anni ho fatto e personalmente annotato sul mio diario dei sogni, le mie citazioni preferite da personaggi che considero ispirazioni. Ho domandato all'insegnante di storia della fotografia Anna Mola (che ha dedicato a questo progetto anche un post sul suo blog) di scrivere l'introduzione al libro e quelle relative ai due progetti inclusi: sono felice del risultato e credo sinceramente che sia riuscita a leggere le mie immagini.
Gli autoritratti sono sparsi su 80 pagine, i testi sia in Italiano che Inglese.

Volevo una raccolta onirica, eccentrica, unica. Questo libro celebra i miei primi passi nel mondo della fotografia artistica ed in particolare l'autoritratto.

Il libro è disponibile sul sito di Blurb: qui c'è il link

Presto ci sarà anche una presentazione, con musica e molto altro... se volete restare aggiornati scrivetemi a: info[at]debored.it



06 March, 2012

frammenti di donne


Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene.
Rosa Luxemburg


~

sono sempre angustiata dal sentire le persone confondere il vero significato della "festa della donna" con carnevalate costitute da spogliarelli, feste, mimose, ipocriti panegirici sulla femminilità.

ma alle donne non servono carnevalate, nè un giorno all'anno di (finta) parità. 


alle donne servono diritti, anche nel 2012.
il diritto di vestirci come ci pare senza temere di essere considerate poco di buono. il diritto di lavorare e crescere dei figli. il diritto di fare carriera. il diritto di non voler essere belle a tutti i costi. il diritto di non inviare una foto allegata al curriculum. il diritto di non essere uccise da ex. il diritto di non essere umiliate sui media con pubblicità e ruoli degradanti. il diritto a essere intelligenti, ironiche, acide.

la Giornata internazionale della donna è stata costituita nel 1921, durante la seconda conferenza internazionale delle donne comuniste.

ora, dappertutto leggiamo del famoso sciopero delle operaie a New York, o delle Nazioni Unite che nel 1977 hanno ufficializzato la festa, con i media che stanno ben attenti a non nominare le parole "questione femminile" o "femminismo".

ma non si può e non si deve sradicare il contenuto politico dell'8 marzo.


farlo significa ridurre il tutto ad un carosello di mimose e pizzate tra amiche. l'8 marzo dovrebbe rappresentare un momento di discussione in più, su quelle catene a cui siamo legate senza nemmeno accorgercene. in Italia una donna viene uccisa ogni 3 giorni. il femminicidio è la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e 44 anni secondo l'ONU.


In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta nel 1922, per iniziativa del Partito Comunista Italiano. 


Femminismo non è una parolaccia che designa donne brutte, invidiose, acide e sgualdrine. Femminismo significa prendere una posizione e dire di no.

~





sabato 10 marzo, ore 16:00 presso la Barriera Albertina in largo Costituente a Novara
inaugurazione di Frammenti DiVisioni Femminili


in occasione degli eventi organizzati dal Comune di Novara per "8 marzo: un giorno all'anno non ci basta"
in collaborazione con l'Associazione Nexus

espongo una serie di stampe grande formato che indagano la connessione tra la figura femminile eterea e onirica con il suo elemento per eccellenza, l'acqua.