La vegefobia
Non possiamo dire di essere perseguitati in quanto vegetariani, semplicemente non abbiamo voce. Quando i media parlano di scelta vegan o vegetariana è il più delle volte per elencarne i vantaggi o svantaggi dal punto di vista dell'ambiente o della salute. Mai la scelta etica viene presa in considerazione, mentre spesso è proprio quella che spinge molte persone a rinunciare alla carne. Il motivo è facilmente intuibile. Basta una semplice ricerca sul web per accorgersi che sotto ad un qualsiasi articolo che parli di vegetariani, ci sono insulti, battute, cattiverie gratuite o provocazioni. Un pò quello che è capitato almeno una volta ad ognuno di noi durante una cena.
Il meccanismo
Il meccanismo
Se cominciamo a parlare della nostra scelta, ci accusano di voler fare proselitismo. Se non diciamo nulla ma ci chiedono spiegazioni, stesso risultato. Se rispondiamo a tono ad una provocazione, allora ci accusano di sentirci superiori agli onnivori mentre se subiamo allora siamo delle femminucce. Fanno di tutto per coglierci in fallo: se trovano qualcosa allora siamo degli incoerenti, se non trovano nulla invece siamo degli estremisti. A volte è dura, ma c'è di peggio.
Personalmente
Nessuno nella mia famiglia è vegetariano, ho qualche amico e qualche conoscente che lo è ma la maggioranza non lo sono e ho avuto anche io le mie difficoltà nel diventarlo. Non ho mai dato a nessuno del "mangiacadaveri" nè vietato di mangiare carne ad alcuno, nè mai lo farei. Esistono veg che si comportano così, e francamente sono la prima a non reggerli, ma generalizzare è sempre un modo infantile e sciocco di trattare con le persone, ecco perchè esigo rispetto per la mia scelta. Punto.
L'importanza
Alcuni ci accusano di badare troppo ad una questione poco importante (quella animale). Ma lo specismo sta alla base del razzismo e del sessimo, perchè la prima grande discriminazione che possiamo compiere è quella tra specie. Se si giustifica ed ammette quella, allora si giustifica ed ammette ogni cosa.
Il mio progetto
Ho scelto di utilizzare la carta dell'ironia tramite le persone mascherate proprio per "alleggerire" un tema di cui si parla poco ma che indubbiamente può turbare. Il mio progetto non vuole convertire nessuno al vegetarismo, "We are all animals" vuole soltanto mettere lo spettatore di fronte a ciò che tutti noi preferiremmo non domandarci, e cioè: 'e se ci fossi io al posto di quell'animale?'.
Si può condividere o meno questo messaggio, essere pro o contro la scelta vegetariana o vegana.
Non è questo il punto. La libertà di esporre un progetto, in un mondo in cui l'arte diventa sempre più pornografia o mera pubblicità e si svuota del suo intento sociale e propositivo, mi sembra un diritto sacrosanto. Un mondo in cui i bambini non sanno quando una mucca fa il latte e com'è fatta una gallina, paradossalmente gli animali con cui hanno più spesso a che fare sono quelli nel loro piatto.
Potete vedere il progetto sul mio sito cliccando qui: We are all animals



sai che ti appoggio, punto per punto!
ReplyDeletein bocca al peperone per il vegan fest, non vedo l'ora che posti le foto dell'evento, io sono là colcuore soltanto purtroppo :)
grazie per l'appoggio cara :)
ReplyDeletesicuramente posterò un reportage, sono molto eccitata per l'evento quindi mi aspetto molte belle cose!
un bacio :)
Animal.Rights.Militia.
ReplyDeleteFemminucce. Senza la I.
ReplyDeleteHo corretto caro anonimo
ReplyDelete"Sarà una risata che vi seppellirà": l'ho sempre considerato il mio aforisma guida.
ReplyDeleteL'ironia è tanto più necessaria quanto più è seria la causa.
Scopro questo post solo ora grazie a Vegephobia, ma meglio tar...no, non farmi utilizzare abusati modi di dire, detesto i proverbi.
grazie Claudio! concordo con te, l'ironia può essere un'arma di "istruzione di massa" molto valida...
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